co <Letizia Jaccheri>
26/04/2006

Olav Hauge

Il sogno

e' quel sogno che portiamo dentro
che succeda un miracolo
che debba succedere
che il tempo si apra
che i cuori si aprano

che le porte si aprano

la montagna si apra

che le sorgenti  sorghino

che il sogno si avveri

che una mattina planeremo
verso un porto che non sapevamo esistere

 

 

postato da: letiziajaccheri alle ore 18:06 | Permalink | commenti (6)
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26/04/2006
It's the dream we carry in secret

that something miraculous will happen

that must happen --

that time will open

that the heart will open

that springs will gush --

that the dream will open

that one morning we will glide into

some harbor we didn't know was there..

(in italiano ci sara´ tradotta?)
postato da: letiziajaccheri alle ore 12:42 | Permalink | commenti (1)
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26/04/2006
Oggi esce Kjærlighet og Computer, che e´Cuore e Computer in norvegese. Cuore e Computer l´ho scritto nel 2003 quando tutto andava storto. Mi ha cambiato la vita. Ci e´una poesia norvegese che dice:

by Olav Hauge

Det er den draumen me ber på

at noko vedunderleg skal skje,

at det må skje --

at tidi skal opna seg

at hjarta skal opna seg

at dører skal opna seg

at berget skal opna seg

at kjeldor skal springa --

at draumen skal opna seg,

at me ei morgon stund skal glida inn

på ein våg me ikkje har visst um.
postato da: letiziajaccheri alle ore 12:41 | Permalink | commenti (2)
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24/04/2006

Tutto in pdf

evolvera', spero, cosa e' che non va bene?

postato da: letiziajaccheri alle ore 17:31 | Permalink | commenti (4)
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24/04/2006
postato da: letiziajaccheri alle ore 16:08 | Permalink | commenti
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22/04/2006

un'amica mi ha passato questi...

Intanto ti segnalo questo blog di e-books abbastanza famoso:
http://www.romanzieri.com/

Siti utili:
http://www.wordson-line.it/pubblicare.htm
http://www.apogeonline.com/info/faqebook (Apogeo è la casa di informatica)
http://www.liberilibri.com/ebook/ebook_editori.html (riassume le case
editrici con e-books)

postato da: letiziajaccheri alle ore 18:34 | Permalink | commenti (1)
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20/04/2006

Prendo una pausa da Casa di Ringhiera, lo rendero' un vero racconto e lo mettero' in linea da qualche parte. Ringrazio quanti mi hanno letto e commentato e chi vorra' darmi dei consigli su dove pubblicarlo, con che licenza, e cose del genere. Prometto che Casa di Ringhiera ritorna in un formato piu' bello. Ora mi occupo anche un po' di  http://researcherblog.blogspot.com/ e di http://letiziajaccheri.motime.com

 

....

postato da: letiziajaccheri alle ore 19:50 | Permalink | commenti (3)
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20/04/2006

Massimo e gli altri non hanno un telefono, almeno non sono reperibili sulle pagine bianche. Matteo saprei raggiungerlo ma non lo faccio. Andrea ho smesso di metterlo alla prova e lo lascio ai suoi tre bambini e alla sua vita. So che mi pensa qualche volta come faccio io quando guardo al cielo e al passato. Il tavolo Singer in ghisa, la lampada coi violini e la lampada di cristallo sono qui, senza macchie di vino, ne' annerimenti da sigaretta e piu' lucidi e belli del solito. Ho fatto bene a scegliere di portarmeli dietro.

postato da: letiziajaccheri alle ore 08:08 | Permalink | commenti (1)
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20/04/2006
Ma io chi ero? Chi ero quando non giocavo a carte? Quando non mi attaccavo i cerotti dietro le orecchie per non
soffrire il mal di mare? Quando scrivevo, efficiente, articoli scientifici che non avevano niente a che fare ne' con la barca ne' con Via delle Rosine? Ero me stessa quando stringevo Matteo in moto? Quando facevo la doccia a quei bambini che la doccia non l'avevano? Quando chiedevo alle amiche consigli che poi non seguivo? Quando attraversai Torino sola, dopo il funerale di un' amica, io che assillavo le amiche perche' non sapevo che uomo scegliere tra due, sola a piangere per vie sconosciute? Quando mi piegavo in due dalle risate per le battute di Massimo durante le partite a tre sette? Non so chi ero. Quello che so e' che io sono sempre la solita. Se esco sul balcone, vedo alberi, fiume, belle case in stile liberty, e se mi sporgo anche il mare. Nessuno urla, nessuno litiga, non ci sono odori, ma io son sempre io.
postato da: letiziajaccheri alle ore 07:58 | Permalink | commenti
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19/04/2006
Eleonora e Massimo avevano imparato a amarsi sotto le bombe di Saraievo e non riuscivano a concepire una vita prima di problemi e nemici. Vivevano in una camera piccina piccina in una casa piena di gente e di discorsi interessanti ma priva di regole pratiche. Eleonora veniva su da me e li´ diventava una ragazza qualunque. Si usciva a vedere le vetrine in Via Po, si leggeva Grazia,  con tanto di oroscopo, ci davamo lo smalto alle unghie intorno al mio tavolo della vecchia macchina da cucire Singer. E parlavamo di tutto oltre che di differenze di classe e di pacifismo.
postato da: letiziajaccheri alle ore 15:27 | Permalink | commenti
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