co <Letizia Jaccheri>
15/11/2008
Luisa non si e' mai pentita del tutto. "Non c'e' scelta che non possa essere riparata". Ha sentito Luisa una volta alla radio, in un programma su Simon de Beauvoir. Ha provato a cercare su google la citazione esatta senza successo. Gia' google. Cristina ricorda la fine degli anni 90. La prima volta che ha inserito il suo cognome, quello di Luisa, nella finestrina di altavista, poi alltheweb e infine google. Ogni giorno, qualche informazione in piu'. Su suo padre e i suoi articoli pubblicati, piano piano sono apparse le sorelle e Anna. E Luisa e' diventata una stalker.
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categoria:partenze
14/11/2008
Lezioni di stile di Laura Giarre: resipiscenza -> Il termine resipiscenza indica l'atto del ravvedersi, riconoscendo espressamente il proprio errore (fonte wiki)

proviamo

Sono passati 19 anni dal giorno di estate in cui Luisa, pronunciando le parole "my name is Cristina" divento' Cristina. Ora il lettore sara' portato a immaginare che non ci sia stato giorno della sua vita, in cui la donna non si sia in qualche modo pentita della sua scelta e abbia sentito,  immaginato o razionalizzato una soluzione per annullare quell'errore materializzato nelle 4 parole "My name is Cristina".



Cristina comincio' a dubitare gia' alla stazione di polizia di Oslo. In borsa aveva sia il suo passaporto che quello di Cristina. Sarebbe bastato fornire  alle autorita' i passaporti invece che nasconderli come se fossero scomparsi nell'incendio. Se qualcuno avesse avuto qualcosa da ridire sul fatto che si era presentata come Cristina, avrebbe potuto far finta di non capire. Ripensandoci, sarebbe stato possibile, anche se non banale, ammettere il proprio errore anche un mese dopo lo scambio di identita'. Quando il 20 Settembre 1989 la temperatura a Oslo era scesa a zero gradi, quando la professione di dottoranda le sembrava insormontabile, quando la notte piangeva pensando a Augusto, a Maurizio, a Anna, ai lungarni rosa della sua citta', Luisa avrebbe potuto ravvedersi e affrontare le pratiche burocratiche, giuridiche e emotive, trasformando il pentimento in una serie di azioni dolorose ma riparatrici.
postato da: letiziajaccheri alle ore 08:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:partenze
28/10/2008
Pisa

risate sui banchi di scuola

vasche in piscina

non ero mai sola

quando ero bambina



ritorno d'estate

cerco gli amici

su strade cambiate

con la mia bici
postato da: letiziajaccheri alle ore 17:23 | Permalink | commenti (10)
categoria:life, partenze
26/10/2008
sto pensando a farmi un account qui http://ebook.com/ e "vendere" partenze. per natale mi faccio regalare l'ebook
postato da: letiziajaccheri alle ore 07:22 | Permalink | commenti (6)
categoria:partenze, information technology
25/10/2008
Cristina guarda il video del suo portatile. tramite google ha trovato le foto di Anna, 20 anni piu' vecchia con la stessa pettinatura anni 80. Si chiede come nessuno sia mai incappato nella sua foto che da anni e' disponibile sul portale del MInistero dell'Informatica norvegese. Ma google e' fatto per passare dai nomi alle foto e non dalle foto ai nomi. Ha trovato le foto di sua sorella, cosi' diversa da lei da bambina, cosi' simile adesso, con la faccia lunga e gli occhi quasi a cinese. Gli indirizzi di mail e i numeri di telefono sono li'. Basterebbe un click per dare vita alle tre parole "Io sono Luisa".







Suona il campanello e Luisa chiude il portatile e va a aprire. E' sabato sera e aspetta delle amiche per cena. La tavola l'apparecchiata durante la settimana. Lunedi ha stirato la tovaglia, martedi ha comprato i tovaglioli di carta di marca Marimecco con le decorazioni di stampo autunnale. Ogni giorno ha aggiunto dei pezzettini alla sua opera d'arte. Il cibo sara' semplice, pinzimonio e pane fresco, formaggio e vino rosso e un dessert comprato gia' fatto. L'appartamento e' piu' perfetto dell'apparecchiattura. In giro non c'e' nemmeno un telecomando della TV.
postato da: letiziajaccheri alle ore 14:55 | Permalink | commenti (5)
categoria:partenze
23/10/2008
c'e' qualcosa di profondamente triste in un funerale norvegese. si sta seduti, si beve il caffe, ci sono dei discorsi che sono fatti apposta per farti piangere. professori vestiti di nero, grandi e grossi che si asciugano le lacrime, le slides che vanno, e loro che parlano di tecnologia, di entusiasmo, di uccellini che ti svegliano a primavera, e il ricercatore morto che ne registrava il suono con il cellulare e poi lo mandava per farlo riconoscere. Andrea Bocelli nazionale che canta in sottofondo. la vita e' anche questo.
postato da: letiziajaccheri alle ore 10:33 | Permalink | commenti (4)
categoria:life, partenze
17/10/2008
Author Letizia Jaccheri



Partenze



Tutte le canzoni citate in questo libro sono disponibili al sito



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partenze
postato da: letiziajaccheri alle ore 14:00 | Permalink | commenti (4)
categoria:partenze
03/10/2008
"I thinkit is a wise choice, you'll see that you've done well." Cristina says. Cristina could say that Luisa's complaints are the laments of those who have everything. Cristina has  neither mother nor father. Her mother died when she was 4 years and the father recently in a car accident and her boyfriend dropped her for another woman. Cristina had nobody to quarrel with this morning. To the station, she went by taxi and in Rome she did not leave anything and anyone. But Cristina has learned not to use his misfortunes against others, rather, she remembers the words the priest spoke at the funeral of his father. The misfortune give challenges. Cristina has overcome many challenges, swimming competitions and exams at university.
postato da: letiziajaccheri alle ore 16:51 | Permalink | commenti
categoria:partenze
02/10/2008
I vasi grandi in salotto vicino al divano con 2 gladioli enormi

Li ho comprati, i bulbi, quando tornavo da Pisa a aprile e passavo per amsterdam

Al negozio dei tulipani li’ per curare la depressione dei viaggiatori

Ci hanno messo tanto a fiorire, trapiantati al nord crescevano in orizzontale

e io li ho fatti fiorire in casa

Penso ai rami di susino che a maggio erano negli stessi vasi anche loro fioriti in casa

il sole ci manchera' sempre, come l’Italia piu’ del poli,

A amsterdam a aprile a maggio e a ottobre
postato da: letiziajaccheri alle ore 12:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:life, partenze
01/10/2008
1989

"I am Luisa." Luisa enters in the train in Florence Santa Maria Novella, destination Oslo. She sits down in the place she has booked and she introduces her self to the girl sitting near to her. And she adds: "Where you going?"

"Plaese to meet you, Cristina, I go to Oslo" answers the girl.

"I too" says Luisa "I go to Oslo." She laughs.

"And where did you start your trip?"

"In Rome," Cristina answers with her accent that many times will speak in the head of Luisa.

"And to do what, you go to Oslo?"

"To begin a doctorate in computer science."

"And I for six-month scholarship to write my thesis in computer science. How did yours react to this?" Asks Luisa, with the tone in which there is for a long time.

"It's a long story," replies Cristina. She adds, "and how did your parents react?".

Luisa breaths deeply and smiles. She is one that raises questions to which she wants to respond.

"It's a long story, too. My boyfriend was able to fight last night so that he did not come to say goodbye me. My father has not come of his bed this morning and my mother threw me out of the car without even turning off the engine, in front of the station. This was taken as a spite. "She adds: " You know, I promised that I would have graduated in May and we would be married in June. And then I lost time, I get this scholarship and I have seen it as a chance to do something different and breathe instead of passing from my parents house to the marital bed. "
postato da: letiziajaccheri alle ore 14:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:partenze